L’arte di costruire modellini di navi in legno: maestria, scala e l’eredità della Bluenose

The Art of Building Wooden Ship Model Kits: Craft, Scale, and the Legacy of the Bluenose - Ocean Relic Studio

 

L’arte di costruire modellini di navi in legno: artigianato, scala e l’eredità della Bluenose

Pubblicato da Ocean Relic Studio | Collana del patrimonio marittimo


Introduzione: perché costruire quando si può comprare?

In un’epoca di gratificazione istantanea e oggetti da collezione prodotti in serie, il kit per modellini di navi in legno occupa una posizione unica nel mondo degli hobby. Richiede tempo — quaranta, sessanta, talvolta cento ore di lavoro paziente e concentrato. Richiede abilità — la capacità di leggere piani tecnici, di tagliare e sagomare con precisione piccoli pezzi di legno, di fare nodi a una scala in cui il margine d’errore si misura in frazioni di millimetro. Richiede conoscenze — di architettura navale, di sistemi di alberatura e manovre, dell’imbarcazione storica riprodotta. Eppure, per chi ha provato la soddisfazione di completare un kit di alta qualità per modellini di navi in legno, nessun altro hobby offre la stessa combinazione di coinvolgimento intellettuale, abilità manuale e gratificazione estetica.

La domanda posta nel titolo di questo saggio — perché costruire quando si può comprare? — è una domanda che ogni serio modellista navale si è sentito rivolgere, di solito da qualcuno che non ha mai tenuto un coltellino da modellismo sopra un foglio di tiglio tagliato al laser. La risposta, per chi la comprende, è evidente: il processo di costruzione è inseparabile dal valore dell’oggetto finito. Un modello assemblato con le mani dal suo proprietario racchiude non solo la storia dell’imbarcazione che rappresenta, ma anche la storia della sua realizzazione — le ore di concentrazione, i problemi risolti, le competenze acquisite. È, nel senso più pieno del termine, una conquista personale.

Questo saggio esplora la tradizione della costruzione di modellini di navi in legno, esamina l’importanza della scala nel modellismo navale, ripercorre la storia e la cultura di questo hobby dalle sue origini fino ai giorni nostri e riflette sul motivo per cui la Bluenose — la leggendaria goletta da regata canadese imbattuta — rimane uno dei soggetti più affascinanti per chi costruisce seriamente modellini di navi. Il kit della Bluenose in scala 1:72 non è semplicemente un prodotto; è un invito a partecipare a una tradizione artigianale che affonda le radici nei secoli e che collega il costruttore, attraverso il legno, le corde e la tela, ai marinai e ai maestri d’ascia del passato.


Parte I: La storia e la tradizione della costruzione di modellini di navi in legno

1.1 Dai modelli dei costruttori ai kit per hobbisti: una breve storia

La tradizione della realizzazione di modelli in scala di navi precede di molti secoli la moderna industria degli hobby. Modelli di navi venivano realizzati nell’antico Egitto come offerte funerarie, nell’Europa rinascimentale come strumenti di architettura navale e nei secoli XVIII e XIX come dimostrazioni di abilità artigianale da parte di marinai, costruttori navali e modellisti professionisti. Ciò che distingue il moderno kit per modelli navali da queste tradizioni precedenti è la democratizzazione dell’artigianato: il confezionamento di materiali, piani e istruzioni in una forma che rende accessibile la costruzione di un modello di alta qualità all’appassionato amatoriale motivato (Underhill, 1958).

I primi kit commerciali per modelli navali apparvero all’inizio del XX secolo, inizialmente come prodotti semplici e poco dettagliati destinati ai bambini. Lo sviluppo di kit più sofisticati — con parti in legno tagliate al laser, piani dettagliati e materiali completi per il rigging — iniziò concretamente negli anni Cinquanta e Sessanta, favorito dalla crescita dell’industria degli hobby in Europa e Nord America. Produttori italiani come Mantua Model e Corel, e aziende spagnole come Artesanía Latina, furono tra i pionieri dei kit di alta qualità per modelli navali in legno, realizzando prodotti rivolti agli appassionati adulti in cerca di una sfida creativa seria e impegnativa (Underhill, 1958; Longridge, 1955).

Lo sviluppo della tecnologia del taglio laser alla fine del XX secolo ha trasformato l’industria dei kit per modelli navali in legno. Il taglio laser consente di produrre parti in legno con un grado di precisione che in precedenza era raggiungibile soltanto dagli artigiani manuali più esperti e ha reso possibile la riproduzione di forme complesse degli scafi e di dettagli strutturali che sarebbe stato impraticabile realizzare con i metodi tradizionali. Il risultato è stata una nuova generazione di kit che combina l’autenticità della costruzione tradizionale in legno con un livello di accuratezza e dettaglio che in precedenza era riservato ai modellisti professionisti (Underhill, 1958).

1.2 La cultura della costruzione di modelli navali: comunità, club e competizioni

La costruzione di modelli navali non è semplicemente un’attività solitaria; è un’attività sociale con una ricca cultura di club, competizioni e conoscenze condivise. I club di modellismo navale esistono praticamente in ogni Paese con una tradizione marittima e offrono ai propri membri accesso a competenze, risorse e alla compagnia di altri appassionati. Negli Stati Uniti, la Nautical Research Guild — fondata nel 1948 — è la principale organizzazione per i modellisti navali seri: pubblica la rivista Nautical Research Journal e organizza una conferenza annuale durante la quale i membri espongono i propri lavori e condividono le proprie conoscenze (Nautical Research Guild, 2023).

Internet ha trasformato la cultura della modellistica navale, creando una comunità globale di appassionati che condividono i propri lavori, le proprie tecniche e le proprie conoscenze attraverso forum, gruppi sui social media e canali video. Piattaforme come Model Ship World — una delle più grandi comunità online per modellisti navali — ospitano migliaia di diari di costruzione, nei quali gli iscritti documentano dettagliatamente i propri progetti, condividendo fotografie e descrizioni di ogni fase del processo costruttivo. Questi diari di costruzione sono una risorsa preziosa sia per i principianti sia per i modellisti esperti, poiché offrono una grande quantità di informazioni pratiche e di ispirazione (Model Ship World, 2023).

1.3 Il fascino del kit di modello navale in legno: perché il legno?

Tra i vari materiali utilizzati nella costruzione di modelli navali — legno, plastica, resina e metallo — il legno occupa un posto speciale. Il suo fascino è sia pratico sia estetico. Dal punto di vista pratico, il legno è un materiale che può essere sagomato, tagliato, piegato e assemblato con un’ampia gamma di tecniche, molte delle quali hanno corrispondenti diretti nella costruzione di imbarcazioni a grandezza naturale. L’esperienza di costruire un kit di modello navale in legno ha quindi un’autenticità che la modellistica in plastica o resina non può replicare: il modellista utilizza lo stesso materiale e molte delle stesse tecniche degli esperti che costruirono l’imbarcazione originale (Underhill, 1958).

Dal punto di vista estetico, il legno possiede qualità che nessun materiale sintetico può eguagliare. Il calore del suo colore, la delicatezza delle sue venature, il modo in cui reagisce alla luce: tutte queste qualità contribuiscono alla ricchezza visiva di un modello in legno finito. Un modello navale in legno ben costruito ha una presenza e un carattere molto diversi da quelli di un modello in plastica o resina, ed è proprio questa qualità ad attirare i modellisti più esperti verso questo materiale, nonostante le maggiori esigenze in termini di abilità e tempo.


Parte II: Comprendere la scala nella modellistica navale

2.1 L’importanza della scala: che cosa significa 1:72

La scala è uno dei concetti più fondamentali nella modellistica navale e la scelta della scala ha profonde implicazioni sul carattere e sulla complessità del modello finito. Una scala di 1:72 significa che ogni dimensione del modello è pari a 1/72 della dimensione corrispondente dell’imbarcazione a grandezza naturale. La Bluenose, che misurava circa 143 piedi (43,6 metri) al galleggiamento, in scala 1:72 dà origine a un modello finito lungo circa 73 centimetri: una dimensione abbastanza grande da mostrare con chiarezza e impatto i dettagli dell’imbarcazione, ma comunque gestibile per l’esposizione in casa o in ufficio.

La scala 1:72 vanta una lunga storia nel modellismo in scala, in particolare nei settori dell’aeromodellismo e del modellismo navale. Si affermò come scala standard all’inizio del XX secolo, in parte per la sua praticità matematica — 1:72 equivale a 1/6 di pollice per piede, un rapporto ampiamente utilizzato nel disegno tecnico britannico — e in parte perché produce modelli di dimensioni pratiche sia per la costruzione sia per l’esposizione (Underhill, 1958). Nel modellismo navale, la scala 1:72 è considerata una scala medio-grande, che produce modelli sufficientemente dettagliati da ricompensare un’osservazione ravvicinata, ma non così grandi da risultare poco pratici.

2.2 Scala e dettaglio: il rapporto tra dimensioni e complessità

La scelta della scala determina non solo le dimensioni del modello finito, ma anche il livello di dettaglio che è possibile ottenere concretamente. A scale maggiori — 1:48, 1:36 o superiori — è possibile riprodurre dettagli molto fini della costruzione dello scafo, degli allestimenti di coperta e del sartiame, che sarebbero invisibili o difficili da realizzare a scale minori. A scale minori — 1:100, 1:150 o inferiori — il modello diventa più compatto e facile da esporre, ma il livello di dettaglio ottenibile si riduce di conseguenza.

La scala 1:72 rappresenta un compromesso pratico tra dettaglio e dimensioni per un’imbarcazione delle dimensioni della Bluenose. A questa scala, il modello è sufficientemente grande da mostrare con chiarezza l’inconfondibile armamento a goletta con randa aurica dell’imbarcazione — i due alberi, le numerose vele, la complessa rete del sartiame fisso e corrente — pur rimanendo di dimensioni gestibili per la costruzione e l’esposizione (Underhill, 1958).


Parte III: La Bluenose — la campionessa canadese imbattuta

3.1 La nascita di una leggenda: Lunenburg, 1921

La Bluenose fu varata il 26 marzo 1921 presso il cantiere navale Smith and Rhuland di Lunenburg, in Nuova Scozia — una città il cui nome è sinonimo delle più alte tradizioni della cantieristica navale canadese in legno. Fu progettata da William James Roué, un architetto navale di Halifax dotato di una straordinaria comprensione intuitiva della forma dello scafo e delle prestazioni veliche. Il progetto della Bluenose nacque da uno studio accurato dei tipi di golette da pesca esistenti lungo la costa della Nuova Scozia, combinato con una serie di innovazioni nella forma dello scafo e nel piano velico che si sarebbero rivelate decisive nelle competizioni (Backman, 1994).

La Bluenose fu costruita come goletta da pesca operativa — una nave progettata per trasportare grandi quantità di merluzzo sotto sale dalle zone di pesca dei Grand Banks ai mercati d’Europa e del Nord America. Ma fu progettata anche per gareggiare, e il suo design incorporava caratteristiche che le conferivano un vantaggio significativo sui concorrenti nell’International Fishermen’s Trophy, una competizione velica istituita nel 1920 per celebrare le golette operative delle flotte pescherecce del Nord Atlantico.

3.2 Diciassette anni di imbattibilità: il record della Bluenose nelle regate

Il record della Bluenose nelle regate è uno dei più straordinari nella storia della vela agonistica. Dalla sua prima vittoria nell’International Fishermen’s Trophy nel 1921 fino all’ultima difesa del titolo nel 1938, la Bluenose non fu mai sconfitta in una regata ufficiale contro un’altra goletta da pesca. Vinse il Trofeo nel 1921, 1922, 1923, 1931, 1933 e 1938, battendo una serie di sfidanti americane — la Elsie, la Henry Ford, la Columbia e la Gertrude L. Thebaud — in regate seguite con intenso interesse nazionale su entrambi i lati del confine (Backman, 1994; Rousmaniere, 1999).

Il predominio della Bluenose non era dovuto soltanto a un design superiore. Era anche il risultato dell’abilità del suo equipaggio, guidato per gran parte della sua carriera agonistica dal capitano Angus Walters di Lunenburg — un pescatore di capacità leggendarie, la cui profonda conoscenza della nave e delle acque in cui gareggiava gli conferiva un vantaggio decisivo sui concorrenti. Walters e la Bluenose divennero inseparabili nell’immaginario pubblico, e l’orgoglio indomito del capitano per la sua nave entrò a far parte della leggenda della Bluenose (Backman, 1994).

3.3 La Bluenose come simbolo nazionale

Il successo della Bluenose nelle regate la trasformò da goletta da pesca operativa in un simbolo nazionale. La sua immagine fu riprodotta su francobolli, giornali e riviste, oltre che nell’immaginario popolare dei canadesi da una costa all’altra. Nel 1937, la sua immagine fu collocata sulla moneta canadese da dieci centesimi — il dime — dove è tuttora presente, rendendo la Bluenose una delle immagini più riprodotte nella storia del Canada (Backman, 1994).

La Bluenose originale andò perduta nel 1946, naufragando su una barriera corallina al largo delle coste di Haiti mentre operava come nave da carico nei Caraibi. La Bluenose II, varata nel 1963 secondo le stesse linee dell’originale, da allora ha svolto il ruolo di ambasciatrice velica del Canada, portando la leggenda della Bluenose nei porti di tutto il mondo (Backman, 1994).


Parte IV: L’attrezzatura della goletta aurica — progettazione, funzionamento e sfida della modellazione

4.1 La goletta a due alberi con randa aurica: un classico nordamericano

L’attrezzatura del Bluenose — una goletta a vele auriche con due alberi — è uno dei piani velici più distintivi e storicamente significativi nella storia della cultura marittima nordamericana. L’attrezzatura a goletta, caratterizzata da vele longitudinali su due o più alberi con l’albero di trinchetto più corto di quello maestro, si sviluppò all’inizio del XVIII secolo e divenne l’attrezzatura dominante per le imbarcazioni da lavoro lungo la costa nordamericana. I suoi vantaggi rispetto alle imbarcazioni armate a vele quadre — la capacità di stringere maggiormente il vento, l’equipaggio più ridotto necessario per manovrare le vele e la flessibilità di operare nei venti variabili delle acque costiere — la resero la scelta preferita per la pesca, il commercio e il trasporto costiero (Chapelle, 1951).

4.2 Attrezzare una goletta a vele auriche: la sfida del modellista

Per il modellista navale, l’attrezzatura velica di una goletta a vele auriche rappresenta una delle sfide più impegnative nel campo del modellismo. Un modello del Bluenose completamente attrezzato in scala 1:72 includerà dozzine di cavi singoli — l’attrezzatura fissa che sostiene gli alberi (sartie, stralli e paterazzi) e l’attrezzatura corrente che governa le vele (drizze, scotte, bracci e amantigli) — ognuno dei quali deve avere dimensioni corrette, essere condotto e fissato secondo la prassi storica (Underhill, 1958; Leather, 1970).

Il rigging del kit Bluenose in scala 1:72 è considerato una sfida avanzata, adatta a modellisti esperti che abbiano già completato uno o più progetti più semplici. La scala è sufficientemente grande da consentire di lavorare sul rigging con una certa comodità, ma il numero di singoli elementi e la precisione necessaria per ottenere un risultato corretto e visivamente appagante richiedono un alto livello di abilità e pazienza.

4.3 Costruzione dello scafo: ordinate e fasciame in scala 1:72

Lo scafo del kit Bluenose in scala 1:72 è costruito con il metodo a ordinate e fasciame — la stessa tecnica di base utilizzata per costruire l’imbarcazione in scala reale. Le ordinate tagliate al laser vengono assemblate su una chiglia centrale, quindi i listelli vengono piegati sulle ordinate e fissati con la colla. Questo metodo costruttivo riproduce la logica strutturale dell’imbarcazione originale e produce uno scafo molto robusto e visivamente autentico.

La piegatura dei listelli sulla superficie curva dello scafo è uno degli aspetti più impegnativi della costruzione di modelli navali in legno. I listelli devono essere immersi nell’acqua per renderli flessibili, quindi piegati con cura seguendo la curvatura richiesta e tenuti in posizione mentre la colla fa presa. La qualità del fasciame è uno degli indicatori più visibili dell’abilità del modellista, e ottenere una superficie dello scafo liscia e armoniosa è un obiettivo che molti costruttori perfezionano per anni (Underhill, 1958).


Parte V: Il processo di costruzione — dal kit al modello completato

5.1 Prepararsi alla costruzione: ricerca, strumenti e spazio di lavoro

La costruzione di un kit di modello di nave in legno di alta qualità inizia molto prima di tagliare il primo pezzo di legno. I modellisti esperti dedicano generalmente molto tempo alla ricerca sull’imbarcazione che stanno costruendo, studiando piani storici, fotografie e resoconti scritti per sviluppare una conoscenza approfondita dell’aspetto e della costruzione dell’imbarcazione originale. Per la Bluenose, questa ricerca è agevolata dall’eccezionale qualità della documentazione storica: i piani originali del costruttore sono sopravvissuti, numerose fotografie documentano l’imbarcazione nelle varie fasi della sua carriera e un’ampia bibliografia è a disposizione dei modellisti interessati (Backman, 1994).

Gli strumenti necessari per costruire modelli di navi in legno sono relativamente pochi, ma devono essere di buona qualità. Un affilato coltellino da modellismo — lo strumento più importante nell’attrezzatura del modellista — serve per tagliare, rifilare e sagomare i componenti in legno. Pinzette di varie dimensioni sono indispensabili per maneggiare i pezzi piccoli e per i lavori di attrezzatura. Per la costruzione dello scafo sono necessari colla per legno, morsetti e carta abrasiva di varie grane. Una buona lente d’ingrandimento o un visore ottico è prezioso per i lavori di dettaglio più fine (Underhill, 1958).

5.2 La sequenza di costruzione: dalla chiglia al modello completato

La costruzione di un modello di nave in legno segue una sequenza logica che rispecchia, in miniatura, la costruzione dell’imbarcazione a grandezza naturale. Il processo inizia generalmente con l’assemblaggio della chiglia e delle ordinate — l’ossatura strutturale dello scafo — seguito dal fasciame dello scafo, dalla posa del ponte e dall’installazione degli accessori del ponte e della sovrastruttura. Gli alberi e i pennoni vengono quindi posizionati e attrezzati, mentre le vele vengono montate per ultime.

Per il kit Bluenose in scala 1:72, la sequenza di costruzione inizia con l’assemblaggio delle ordinate in tiglio tagliate al laser sulla chiglia centrale. Una volta completato l’assemblaggio delle ordinate, lo scafo viene rivestito con i listelli di tiglio forniti nel kit. Il fasciame completato viene quindi levigato fino a renderlo liscio e dipinto — la parte superiore dello scafo di nero, quella inferiore nel colore naturale del legno — prima di installare gli accessori del ponte e di sistemare e attrezzare gli alberi con il sistema completo di manovre in corda fornito (Underhill, 1958).

5.3 Finitura ed esposizione: le fasi finali

La finitura di un modello di nave in legno è una fase che molti modellisti trovano gratificante quanto la costruzione stessa. Per la Bluenose, la finitura prevede di dipingere di nero la parte superiore dello scafo e nei toni del legno naturale quella inferiore, di dipingere di rosso gli alberi e i bomi e di applicare una vernice trasparente per proteggere le superfici finite. Il supporto espositivo in legno fornito con il kit Bluenose in scala 1:72 offre una base stabile e gradevole per il modello, mentre la targhetta con il nome Bluenose aggiunge un tocco finale che valorizza la presentazione complessiva.


Parte VI: Il modello completato come risultato e cimelio

6.1 Il modello come risultato personale

Un modello navale in legno del Bluenose in scala 1:72, una volta completato, è innanzitutto un risultato personale: una testimonianza tangibile dell’abilità, della pazienza e delle conoscenze impiegate per realizzarlo. A differenza di un oggetto da collezione acquistato, un modello costruito racchiude in sé la storia della propria realizzazione: i problemi affrontati e risolti, le tecniche apprese e perfezionate, le ore di impegno concentrato che hanno trasformato una scatola di componenti tagliati al laser in una fedele rappresentazione di una delle imbarcazioni più celebri della storia marittima.

La soddisfazione di portare a termine un progetto impegnativo — di fare un passo indietro e osservare un modello finito che rappresenta quaranta o settanta ore del proprio lavoro — è un piacere che nessuna somma di denaro può acquistare. È un piacere accessibile solo a chi ha investito il tempo, l’abilità e la pazienza richiesti da questo hobby.

6.2 Il modello come cimelio e lascito

Anche un modello navale in legno ben costruito è un oggetto di notevole solidità e longevità. A differenza di molti beni di consumo moderni, progettati per avere una durata limitata, un modello navale in legno realizzato secondo standard elevati può durare per generazioni. I modelli realizzati dagli artigiani prigionieri di guerra dell’epoca napoleonica — oggi vecchi di oltre due secoli — si conservano nelle collezioni museali in condizioni eccellenti, a testimonianza della solidità degli oggetti in legno ben realizzati (Longridge, 1955).

Per molti modellisti navali, la prospettiva di creare un oggetto destinato a sopravvivere loro — che sarà tramandato a figli e nipoti come cimelio di famiglia — costituisce una parte significativa del fascino di questo hobby. Un modello del Bluenose in scala 1:72, costruito con cura e abilità, è un oggetto che potrebbe ragionevolmente durare un secolo o più, se adeguatamente conservato.

6.3 Kit e modello finito: due pubblici complementari

Il kit del Bluenose in scala 1:72 occupa una posizione distintiva nel mondo dei collezionabili marittimi. Si rivolge a un pubblico diverso da quello del modello da esposizione finito: non al collezionista che desidera un oggetto bello da esporre subito, ma all’hobbista che cerca l’esperienza della costruzione, la sfida di un progetto impegnativo e la soddisfazione di un risultato personale. Questi due pubblici sono complementari, non concorrenti: entrambi partecipano alla più ampia cultura della valorizzazione del patrimonio marittimo, avvicinandovisi da direzioni diverse ma giungendo alla stessa destinazione: un profondo coinvolgimento nella storia, nella cultura e nell’artigianato del mondo marittimo.


Parte VII: Eredità contemporanea — Il kit Bluenose nell’era digitale

7.1 La comunità online dei costruttori di modelli navali

L’era digitale ha trasformato l’esperienza della costruzione di modelli navali in modi che sarebbero stati inimmaginabili per gli hobbisti delle generazioni precedenti. Le comunità online — forum, gruppi sui social media e canali video — hanno creato una rete globale di costruttori di modelli navali che condividono il proprio lavoro, le proprie tecniche e le proprie conoscenze oltre i confini nazionali e culturali. Piattaforme come Model Ship World ospitano migliaia di diari di costruzione in cui gli utenti documentano dettagliatamente i propri progetti, condividendo fotografie e descrizioni di ogni fase del processo di costruzione (Model Ship World, 2023).

7.2 Il taglio laser e il futuro dei kit per modelli navali in legno

Il continuo sviluppo della tecnologia del taglio laser promette di migliorare ulteriormente la qualità e l’accessibilità dei kit per modelli navali in legno nei prossimi anni. Allo stesso tempo, è improbabile che il fascino fondamentale del kit per modelli navali in legno — la combinazione di autenticità storica, abilità manuale e realizzazione personale — venga ridotto dai cambiamenti tecnologici. L’esperienza di costruire a mano un modello navale in legno, sagomando e adattando con le proprie mani pezzi di legno, armando un’imbarcazione in miniatura con vera corda e veri nodi, è qualcosa che nessuna tecnologia digitale può replicare.

7.3 La Bluenose come kit avanzato ideale per iniziare

Per il costruttore di modelli navali che ha completato uno o più progetti di livello intermedio ed è pronto ad affrontare una sfida più impegnativa, il kit Bluenose in scala 1:72 rappresenta il passo successivo ideale. Il sartiame a goletta a due alberi con vele auriche è abbastanza complesso da offrire una sfida autentica, senza raggiungere la complessità travolgente di un vascello completamente armato a vele quadre. La documentazione storica disponibile per la Bluenose è eccezionale e il modello finito — lungo 73,2 centimetri e alto 60,2 centimetri — è un oggetto imponente e di grande effetto, destinato ad attirare l’attenzione in qualsiasi ambiente.

Il tempo di costruzione, compreso tra quaranta e settanta ore, è impegnativo ma non proibitivo per un hobbista serio. La valutazione di difficoltà «avanzata» riflette la complessità del sartiame e la precisione richiesta per il fasciame dello scafo, ma non implica che il kit sia al di là delle possibilità di un costruttore determinato e paziente che abbia una certa esperienza nella costruzione di modelli navali in legno.


Conclusione: la gioia di costruire

Il kit per modello navale in legno è, nel suo cuore, un invito — un invito a rallentare, concentrarsi, imparare e creare con le proprie mani qualcosa di bello e duraturo. In un mondo che attribuisce sempre più valore alla velocità, alla comodità e alla gratificazione immediata, l’hobby del modellismo navale offre un contrappunto consapevole: un’attività che premia la pazienza, richiede abilità e dà vita a un oggetto di autentica qualità e rilevanza storica.

Il kit della Bluenose in scala 1:72 racchiude tutte queste qualità. È un progetto impegnativo che metterà alla prova le capacità del costruttore e ne amplierà le conoscenze di architettura navale, armamento velico e storia della cultura marittima canadese. È un legame con una tradizione artigianale che affonda le radici nei secoli passati, nei costruttori navali di Lunenburg che vararono la Bluenose originale nel 1921 e nei modellisti delle generazioni precedenti che conservarono in miniatura la memoria delle grandi imbarcazioni a vela. E, una volta completato, è un oggetto di eccezionale bellezza — un omaggio a una delle più grandi imbarcazioni a vela nella storia della cultura marittima nordamericana, realizzato con le mani del costruttore stesso.

Costruire la Bluenose significa comprenderla. E comprenderla significa apprezzare, nel modo più diretto e personale possibile, perché sia imbattuta da più di un secolo — non solo sui campi di regata, ma anche nei cuori e nell’immaginazione di tutti coloro che amano il mare.


Riferimenti

  1. Backman, B. (1994). Bluenose. Nimbus Publishing.
  2. Boudriot, J. (1986). The Seventy-Four Gun Ship. Jean Boudriot Publications.
  3. Chapelle, H. I. (1951). American Small Sailing Craft. W. W. Norton.
  4. Leather, J. (1970). The Gaff Rig Handbook. International Marine Publishing.
  5. Longridge, C. N. (1955). The Anatomy of Nelson’s Ships. Model and Allied Publications.
  6. Model Ship World (2023). Comunità online per costruttori di modelli navali. modelshipworld.com.
  7. Nautical Research Guild (2023). Informazioni sulla NRG. thenrg.org.
  8. Rousmaniere, J. (1999). The Annapolis Book of Seamanship. Simon and Schuster.
  9. Underhill, H. A. (1958). Masting and Rigging the Clipper Ship and Ocean Carrier. Brown, Son and Ferguson.

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